Campania: Pompei e Ercolano

Nonostante il vergognoso stato di abbandono e degrado in cui versano da un paio di anni a questa parte, i siti archeologici di Pompei ed Ercolano rimangono tra le attrazioni turistiche italiane più importanti in assoluto e, probabilmente, presi insieme formano il complesso archeologico più famoso non solo della nostra Penisola ma del mondo intero.

Il 24 Agosto del 79 d.C. il Vesuvio, da tempo sopito, erutta improvvisante cogliendo impreparati gli sfortunati abitanti delle città romane di Pompei ed Ercolano, che muoiono carbonizzati e vengono sepolti dalle ceneri vulcaniche insieme a case, strade, animali domestici e quan’altro.

Nonostante la drammaticità dell’evento, è proprio grazie alla presenza delle ceneri incandescenti che Pompei ed Ercolano (e tutti i loro abitanti ormai mummificati) sono giunti fino a noi, protetti dall’azione corrosiva degli agenti esterni da strati spessissimi di lava e ceneri solidificate.

Man mano che i resti delle città romane emergono, in seguito agli scavi degli archeologi, appare sempre più chiara l’importanza di tali reperti, unici al mondo e pervenuti a noi praticamente intatti: era come se il tempo si fosse fermato al 79 d.C.

Le rovine diventano luogo di peregrinazione turistica a partire dalla metà del XVIII secolo e, da allora sino ad oggi, la fama di Pompei ed Ercolano non ha fatto che crescere. Qui è possibile passeggiare nelle antiche strade romane, osservando la vita e le abitudini degli abitanti al tempo dell’eruzione. Sono conservati in spazi appositi anche alcuni dei cadaveri mummificati di uomini ed animali seppelliti dalle cenere incandescenti del Vesuvio e ritrovati con grande sorpresa dagli archeologi nel corso degli scavi.

Dal 1997, per la sua unicità ed importanza a livello storico, artistico ed archeologico, il complesso formato dalle rovine di Pompei, di Ercolano e delle Ville romane circostanti è stato dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco.

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