Le quattro porte di Lecce

Non si può pensare di visitare una città tanto bella quanto antica come Lecce senza cercarne le porte di accesso. Anticamente, il centro storico delle città era racchiuso all’interno di un determinato perimetro, lungo il quale, naturalmente, si trovavano delle porte di accesso.

Per la precisione, la città di Lecce, o meglio quello che ne era il centro antico, era racchiusa entro quattro porte. Ebbene sì, sebbene tutti pensino che le porte d’accesso alla città siano tre, in passato ce n’era una quarta, ossia la porta di San Martino, andata distrutta nell’800 e della quale non vi sono più tracce. La porta in questione si trovava al termine di via Matteotti, meglio nota come la strada che collegava Lecce alla marina di San Cataldo. Le porte, quindi, ora sono tre ed è molto interessante scoprirle e ammirarle prima di incominciare un bel tour all’interno del centro storico della città. Prima di incominciare a parlare delle porte, si deve sottolineare che queste facevano parte di un ben più articolato sistema di difesa, voluto da Carlo V e che mirava a proteggere la città da attacchi esterni. Come le coste venivano difese tramite le torri di avvistamento, così le città venivano ulteriormente protette con delle mura urbiche e delle porte che consentivano l’accesso e l’uscita dal centro e che lo proteggevano.

Nello specifico, le porte di Lecce che sono tuttora visibili e in ottimo stato, grazie anche a delle recenti ristrutturazioni, sono: Porta Rudiae, Porta San Biagio e Porta Napoli. Si tratta di tre porte che proteggono il centro storico, che è il cuore della città.

Iniziamo il nostro tour virtuale da Porta Rudiae e facciamo presente che la porta era sorta già nel ‘400. Quella che conosciamo oggi, però, è la versione del 1703 che andò a sostituire la porta precedente che crollò. Il nome della porta ci fa capire che dava inizio alla strada che conduceva alla città di Rudiae.

 

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Sulla porta, oltre all’epigrafe del nobile Prospero Lubelli, che volle il rifacimento della porta dopo il crollo e che ne sostenne le spese, campeggia una statua di Sant’Oronzo, affiancata da una statua di Santa Irene e da una statua di San Domenico. Sant’Oronzo è stato scolpito nell’atto di benedire chi entra in città. Altro dettaglio che si può vedere sulla porta è rappresentato da una epigrafe che narra la leggenda della nascita della città di Lecce: sono qui rappresentati i fondatori, che sono Euippa, moglie di Idomeneo, Malennio, re dei Salentini e principale fondatore, il figlio Dauno e Litio Idomeneo, che diede il nome alla città. In un primo momento, quello fu l’accesso principale alla città, sino al momento in cui venne eretta Porta Napoli.

Prima di parlare di quest’ultima porta, definita anche come l’Arco di Trionfo di Lecce, è bene parlare dell’altra porta, ossia di Porta San Biagio, anch’essa molto bella e molto storica. La costruzione di quest’altra porta risale al 1774 e lo dimostra l’iscrizione che si trova sul fronte della stessa. Si tratta di una porta dedicata a San Biagio, vescovo di Sebaste, costruita al posto di una porta già esistente che, però, non soddisfaceva per la sua bellezza.

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Foto realizzata per nelsalento da Franco Mantegani.

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